"PROBLEMI NELLA CENTRALE DI ASCOLTO DI C.A. DI ROMA?

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In relazione ad un articolo di denuncia pubblicato su un quotidiano il giorno 1 Agosto in merito alla presenza nei turni di un medico che avrebbe dovuto presentarsi nella Centrale di Ascolto di Roma, il quale in realtà sarebbe in carcere per scontare un residuo di pena per violenza carnale, lo SMI Lazio dichiara: "si tratta di un annoso problema relativo alla gestione ordinistica degli elenchi degli iscritti.
Le informazioni relative ai carichi penali pendenti sono o dovrebbero essere in possesso degli ordini, i quali hanno il potere/dovere di valutare tutte le situazioni e prendere gli opportuni provvedimenti cautelativi.
L’ inosservanza di tali attenzioni può indurre situazioni di rischio, sia per i colleghi che per i pazienti.
Piena solidarietà quindi con i colleghi del servizio in questione, assolutamente indispensabile ed efficacemente gestito, coordinati dall’ Azienda ARES 118, la quale, come tutte le Aziende del Lazio non ha alcuna possibilità di verificare i carichi pendenti dei medici inseriti in graduatoria.
Indispensabile quindi una seria strategia ordinistica che eviti il ripetersi di tali episodi. «Mele marce nella centrale di ascolto del servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica) di Roma? Lo valuti l’Autorità competente, ma il servizio è sano…Siamo totalmente solidali con i colleghi del servizio in questione; assolutamente indispensabile per l’utenza, eroicamente gestito dall’equipe dell’Ares 118 che quotidianamente coordina e smista le migliaia di richieste di intervento nonché le semplici consulenze telefoniche dei pazienti». Questa la replica da parte del Sindacato Medici Italiani (SMI-SEZIONE LAZIO) relativamente ad un articolo di denuncia pubblicato su un quotidiano lo scorso 1 agosto, in merito alla "guardia medica in crisi per la gestione dei turni e l’assunzione di un medico che avrebbe dovuto presentarsi nella centrale di ascolto ma che in realtà è in carcere per scontare un residuo di pena di violenza carnale". «Il problema della possibile immissione in graduatoria – ha spiegato il segretario organizzativo dello Smi Cristina Patrizi – e quindi in servizio, di colleghi che abbiano carichi penali pendenti,  è una antica e spinosa questione più volte affrontata da chi di dovere.  In ogni caso, è bene sottolineare, che le Aziende non hanno possibilità di verificare in alcun modo i carichi pendenti dei medici inseriti in graduatoria . Tali informazioni dovrebbero essere possesso degli Ordini che hanno il potere/dovere di valutare tutte le situazioni e  prendere opportuni provvedimenti cautelativi.

L’ inosservanza di tali attenzioni può indurre situazioni di rischio sia per i colleghi che che per i pazienti. E’ quindi necessaria una seria strategia ordinistica, che operi una precisa distinzione, separando nettamente i medici corretti da quelli che tali non sono. Prendendo opportuni provvedimenti a tutela dell’onorabilità degli operatori perbene e della popolazione». Sensibilità e impegno sono stati dunque messi in primo piano dall’Ares 118 nei confronti delle complesse vicende legate al servizio della centrale di ascolto della continuità assistenziale. Ma anche totale collaborazione dell’Azienda in sinergia con le parti sindacali al fine di garantire una soluzione immediata nei confronti della situazione di precariato dei colleghi, con annessa ottimizzazione del medesimo servizio.

«Su nostra proposta dettagliata ed articolata – ha concluso Cristina Patrizi – si è giunti ad un accordo che prevede l’ accesso a tempo indeterminato mediante uno specifico corso di formazione ed una graduatoria che tenga conto della specifica competenza raggiunta dai colleghi in servizio presso la stessa centrale di ascolto».