DECRETO SANITA', LA BOZZA PROVVISORIA

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IL DECRETO SECONDO QUANTO ANTICIPATO DA QUOTIDIANO DELLA SANITA’. 

UNO STRALCIO DELL’ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA.

Un tetto alle parcelle dei medici
E per le visite niente contante

L’assistenza di base dovrà essere garantita 24 ore su 24

 

ROMA – Cambierà la vita professionale di molti medici il decreto sulla sanità che il ministro Renato Balduzzi si appresta a portare in Consiglio già questa settimana. Cambia il lavoro dei dipendenti ospedalieri con attività intra-muraria, la libera professione svolta in ambito aziendale in strutture esterne, la cosiddetta «allargata». Più controlli e trasparenza. Cambia l’organizzazione dei medici di famiglia chiamati ad aggregarsi in associazioni per garantire un’assistenza 24 ore su 24 sul territorio in modo da decongestionare i pronto soccorso. Viene inoltre disegnato un nuovo sistema di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie non più scelti dal presidente della Regione ma dalla Giunta. Anche i concorsi per primariati vengono congegnati in maniera da renderli meno permeabili alle infiltrazioni della politica.

REGIONI - C’è un filo conduttore comune in queste iniziative all’apparenza disomogenee e di diversa natura. Nella bozza del provvedimento si parla tra l’altro di contrasto al tabacco, al gioco d’azzardo e al consumo di bevande gassate e dolci da attuare quest’ultimo attraverso l’introduzione di una tassa per i produttori. Secondo Balduzzi «trasparenza, efficienza, regole certe e liberalizzazione di risorse fanno crescere il Paese». Le Regioni però sono guardinghe. Luca Zaia, governatore del Veneto, è negativo: «Non condivido il decreto in molti punti. Ce lo hanno mostrato solo tre giorni fa. Sarei più drastico sullo strumento dell’intramoenia. Bisogna combattere il sospetto dei cittadini convinti che se paghi vieni curato tempestivamente altrimenti fai la lista d’attesa. Un equivoco da chiarire».

TARIFFE - I pagamenti ai medici che svolgono attività intramuraria fuori dall’ospedale in assenza di spazi dedicati diventano tracciabili: carte di credito, bancomat, bonifici, assegni, no al contante. Le prestazioni hanno tariffe minima e massima. Previsto un prelievo del 5 % da investire nella riduzione dei tempi d’attesa. In mancanza di spazi ospedalieri la Asl può prendere in affitto altre strutture o mettere a disposizione ambulatori esterni. Se si tratta di studi privati devono essere collegati alla rete aziendale. In questo caso il medico dipendente in rapporto di esclusiva col servizio sanitario (il 95% hanno compiuto questa scelta) non può lavorare dove siano presenti medici non dipendenti. Per avere l’autorizzazione, su base annuale, dovrà garantire un fatturato pari o superiore a 12 mila euro.

INTRAMOENIA - I direttori generali che entro marzo 2015 saranno stati inadempienti nel rispetto delle scadenze rischieranno la riduzione del 20 % dello stipendio. All’intramoenia è dedicato l’intero articolo 2 con una regolamentazione che fa uscire questa attività dall’ombra (delle cliniche private). La ricognizione delle Asl sull’esistente deve avvenire entro dicembre 2012 anche sui fatturati dei professionisti… 

Margherita De Bac
mdebac@corriere.it