Concorsi medici e infermieri, ora “i medici se li sceglie Zingaretti”

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IL CASO. Un decreto dell’8 agosto cancella le linee di indirizzo per l’assunzione di medici e paramedici: niente graduatorie regionali, si procede per titoli e colloquio. L’interrogazione che imbarazza Zingaretti

Medici e paramedici, via alla grande abbuffata delle assunzioni per il Giubileo della Misericordia con un piccolo “trucco d’agosto”: se per i contratti a tempo indeterminato vale l’obbligo di attingere dalle graduatorie esistenti, per quelli “indeterminati” la Regione Lazio si esibisce in un salto doppio carpiato e dopo ever ribadito e scritto che sono le graduatorie esistenti il bacino a cui attingere, con un decreto firmato l’8 agosto il presidente della Regione Zingaretti, con i poteri del commissario ad acta, cambia le carte in tavola: via libera alle assunzioni straordinarie ma “mediante procedura selettiva per titoli e colloquio”.
Insomma, la grande infornata per dare una mano agli ospedali e ai Pronto Soccorso in difficoltà sarà quasi una scelta ad personam, e tutto in barba alle leggi che regolano l’assunzione di personale nella pubblica amministrazione.
LE CONTRADDIZIONI. Nel gennaio di quest’anno la Direzione Regionale Salute detta le linee di indirizzo per le assunzioni a tempo determinato, indicando che “dovranno svolgersi mediante scorrimento delle graduatorie vigenti in ambito regionale”, tant’è che a luglio autorizza l’Ares 118 a procedere alle assunzioni di personale dirigente medico “mediante apposita procedura selettiva per titoli e colloquio”. Arriva l’8 agosto e mentre l’Italia pensa alle vacanze, il commissario per la Sanità, Zingaretti, sbugiarda la direzione e decide che i nuovi assunti dovranno avere i titoli e superare un colloquio. Dunque, deciderà un’apposita commissione e, a parità di titoli, varrà la scelta individuale.
Il blitz di agosto non è sfuggito al consigliere regionale Fabrizio Santori che ha prima raccolto le carte e poi presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio regionale, Leodori, scrivendo nero su bianco che la scelta di Zingaretti “presterebbe il fianco ad inevitabili sospetti e ad assunzioni pilotate”.
Un atto d’accusa pesantissimo che passa per due elementi: il decreto commissariale che contraddice l’Agenzia della Salute e l’estrema discrezionalità del colloquio che deciderà i destini dei medici per il Giubileo. Per non parlar dei tempi: con le graduatore la lista è bella e pronta; ora ci vorrà una commissione che dovrà valutare prima e ascoltare dopo tutti i candidati. (Fonte: Affaritaliani.it)

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