Arbovirosi – stagione vettoriale 2026

Print Friendly

logoregioneesmilazio

Direttori Generali e Commissari Straordinari di ASL, Aziende Ospedaliere, Policlinici Universitari, IRRCS del Lazio
MMG, PLS, Ordini
Direttori Sanitari di ASL, Aziende Ospedaliere, Policlinici Universitari, IRCCS del Lazio
Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL del Lazio
Responsabili SISP delle ASL del Lazio
Direttori dei PS/DEA della Regione Lazio
Direttori Servizi Veterinari e di Igiene e Sanità Pubblica delle ASL del Lazio
e p.c. Centro Regionale Sangue
Centro Regionale Trapianti
Laboratorio di riferimento Regionale c/o L’INMI L. Spallanzani
Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana (IZSLT)
SERESMI – INMI “Lazzaro Spallanzani”

 

Oggetto: Arbovirosi – stagione vettoriale 2026. Indicazioni operative per il rafforzamento delle azioni di sanità pubblica per la prevenzione, sorveglianza e risposta alle malattie tramesse dalle zanzare Aedes spp (Chikungunya, Dengue, Zika) e dalle zanzare comuni Culex pipiens (West Nile Virus e Usutu).

Premessa
In considerazione dell’avvio della stagione vettoriale, ed in recepimento della nota 0001510-28/04/2026-DGEME-MDS-P avente come oggetto: ARBOVIROSI – stagione vettoriale 2026. Prevenzione, sorveglianza ed interventi in risposta alla circolazione delle arbovirosi oggetto di sorveglianza del Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi, PNA 2020-2025 preme richiamare l’attenzione sulle attività previste dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi, PNA 2020-2025 e prorogato al 31/12/2026 (Atto Conferenza Stato Regioni n 245 del 18/12/2025) e dal documento tecnico della Regione Lazio Sorveglianza e Risposta delle arbovirosi deliberato con DGR n. 477/2022, finalizzate a prevenire la trasmissione delle arbovirosi sul territorio regionale, a contrastare o contenere la circolazione degli arbovirus e al controllo del rischio di trasmissione legato a trasfusioni di emocomponenti e trapianti d’organo, cellule e tessuti.
La situazione epidemiologica internazionale (1), il possibile aumento dei flussi di viaggiatori provenienti da zone endemiche durante la stagione estiva e gli eventi di trasmissione locale di arbovirosi verificatisi nel Lazio durante le scorse stagioni vettoriali (2, 3) concorrono alla necessità di rafforzare la sorveglianza epidemiologica e virologica, nonché le misure di prevenzione e controllo, delle arbovirosi.
In particolare, nel corso della stagione vettoriale 2025, la Regione Lazio è stata interessata da un importante outbreak di infezione da West Nile Virus (WNV), con 268 casi autoctoni nel territorio regionale, che ha richiesto l’attivazione di misure straordinarie di sanità pubblica secondo un approccio integrato One Health (3).
A conclusione dell’evento epidemico, la Regione Lazio, con il supporto metodologico del SeRESMI, ha

promosso un’After Action Review (AAR) che ha coinvolto tutti gli attori impegnati nella risposta finalizzata ad
analizzare in modo strutturato i punti di forza e le criticità emerse nella gestione dell’outbreak, nonché a
individuare azioni prioritarie di miglioramento della preparedness e della risposta a futuri outbreak di arbovirosi
sul territorio regionale.
Alla luce dunque dell’inizio della stagione vettoriale e dello scenario epidemiologico attuale, e sulla base delle
evidenze emerse dall’AAR si descrivono di seguito le indicazioni operative atte a rafforzare e sistematizzare
ulteriormente le azioni di prevenzione, sorveglianza e risposta previste dal PNA 2020‑2025 e dal documento
tecnico della Regione Lazio Sorveglianza e Risposta delle arbovirosi (DGR n. 477/2022).
Con il presente documento, inoltre, si intende sottolineare la necessità di assicurare un costante e strutturato
raccordo operativo tra i Dipartimenti di Prevenzione e le Amministrazioni comunali, in quanto una loro
collaborazione stabile e organizzata costituisce un presupposto essenziale e un nodo strategico per il contrasto
alle arbovirosi. Tale integrazione risulta determinante sia per l’attuazione delle misure di prevenzione sia per la
pianificazione e realizzazione degli interventi di controllo del vettore, favorendo un’azione tempestiva,
coordinata ed efficace sul territorio.
1. Sorveglianza umana
Nel contesto della sorveglianza umana, si raccomanda a tutti gli operatori sanitari, ed in particolare Medici di
Medicina Generale (MMG), Pediatri di Libera Scelta (PLS), Medici di Pronto Soccorso, Infettivologi e altri
specialisti di:
• considerare sistematicamente le arbovirosi nella diagnosi differenziale delle febbri estive (pazienti con
febbre in assenza di sintomi respiratori durante la stagione vettoriale); in particolare si raccomanda di
indagare sempre, durante l’anamnesi, la storia di viaggi all’estero nelle 3 settimane precedenti l’esordio
dei sintomi (casi che presentino solo febbre o storia di febbre recente trattata con antipiretici non
attribuibile ad altra causa devono sempre essere considerati sospetti per infezione da arbovirus) e
l’eventuale permanenza del paziente nelle 3 settimane precedenti l’esordio dei sintomi in un’area (es
Comune/i o per i Comuni più grandi, una subunità dello stesso) in cui sia stata documentata nella
corrente stagione la trasmissione di dengue, Chikungunya e Zika.
Al fine di individuare precocemente eventuali casi autoctoni, si raccomanda inoltre di prestare particolare
attenzione a:
a) pazienti con criteri clinici compatibili con infezione (anche la sola febbre o storia di febbre
recente trattata con antipiretici);
b) pazienti con collegamento epidemiologico (ad es. convivenza, soggiorno in prossimità,
possibilità di trasmissione sessuale per dengue e Zika Virus) con un caso di
dengue/Chikungunya probabile/confermato, importato o autoctono;
c) pazienti con criteri clinici fortemente suggestivi di infezione (Allegato 1 alla nota del Ministero
della Salute 0001510-28/04/2026-DGEME-MDS-P), o comparsa di casi aggregati con
sintomatologia febbrile di non chiara origine, senza storia di viaggi in zone endemiche, durante
le stagioni di attività vettoriale (tipicamente dalla primavera all’inizio dell’autunno).
Per facilitare l’identificazione clinica precoce delle arbovirosi autoctone, cruciale sia per l’avvio tempestivo del
trattamento dei pazienti affetti sia per l’implementazione immediata di misure di sanità pubblica finalizzate al
contenimento della trasmissione locale, si rimanda all’allegato 1 della nota del Ministero della Salute 0001510-
28/04/2026-DGEME-MDS-P avente come oggetto “breve sintesi all’approccio sindromico delle sospette
arbovirosi autoctone”.
• rispettare le modalità e i flussi informativi descritti nel DCA U00162 del 27/04/2018 avente come
oggetto “Riorganizzazione della sorveglianza e miglioramento diagnostico delle sindromi neurologiche
di sospetta origine infettiva nella Regione Lazio” ponendo particolare attenzione alla diagnosi di
infezioni da WNV e da USUV, includendole nella diagnosi differenziale delle encefaliti, meningiti a
liquor limpido, poliradicoloneuriti (simil Guillain-Barré) e paralisi flaccide acute.
• Assicurare la segnalazione completa, appropriata e tempestiva di tutti i casi (sospetti, possibili
probabili e confermati) di arbovirosi, in base ai flussi informativi previsti dal documento tecnico della
Regione Lazio Sorveglianza e Risposta delle arbovirosi (DGR n. 477/2022). Si ribadisce l’importanza

di segnalare tempestivamente anche i casi sospetti alle autorità sanitarie locali di competenza, al fine di
permettere una rapida attivazione delle misure di prevenzione e controllo. Qualsiasi laboratorio di
analisi pubblico o privato che faccia diagnosi caso di arbovirosi probabile o confermata è tenuto alla
segnalazione del caso entro 12 ore all’Azienda sanitaria competente, utilizzando l’apposita scheda di
sorveglianza.
In particolare, il medico che sospetta il caso deve segnalarlo alla Azienda Sanitaria Locale competente nel più
breve tempo possibile e comunque entro 12 ore utilizzando la scheda di sorveglianza idonea (Allegato 2 e
Allegato 3 alla presente nota), ed inviare i campioni (siero sangue EDTA e urine; liquor per la diagnosi
differenziale delle sindromi neurologiche di sospetta origine infettiva) per la diagnosi al Laboratorio di
riferimento regionale (LRR),- UOC Laboratorio di Virologia e Laboratori di Biosicurezza dell’INMI Lazzaro
Spallanzani, come specificato nell’allegato B alla presente nota. Si sottolinea che l’invio dei campioni al LRR
dell’INMI Lazzaro Spallanzani da casi sospetti o con riscontro di infezione da arbovirus, deve essere garantito
anche da parte dei responsabili dei laboratori di analisi privati, ai fini della conferma diagnostica, anche qualora
il risultato iniziale sia negativo.
Si raccomanda di contattare il Laboratorio prima dell’invio dei campioni e di inviare al Laboratorio,
contestualmente al campione, l’allegato A/2 (in calce all’allegato B alla presente nota) per la richiesta della
prestazione diagnostica e la scheda di sorveglianza compilata con le informazioni cliniche ed epidemiologiche
del caso, al fine di consentire una più corretta interpretazione dei risultati diagnostici e l’eventuale esecuzione di
test di approfondimento. Il Laboratorio è attivo h24/7. I recapiti telefonici sono: +39 06 55170666 oppure +39
320 4343793. Per eventuali comunicazioni aggiuntive è possibile contattare il laboratorio anche tramite
l’indirizzo e-mail: acceviro@inmi.it. Si raccomanda di specificare i recapiti telefonici e indirizzo e-mail
istituzionale nell’Allegato A/2, per favorire la tempestività della comunicazione.
Per quanto riguarda la conferma di laboratorio, la diagnosi di arbovirosi si basa principalmente sulla ricerca
dell’RNA virale nei campioni biologici appropriati (sangue EDTA/plasma, siero, urine, e in presenza di
sintomatologia neuroinvasiva, liquor), e sulla valutazione della comparsa di anticorpi IgM e IgG specifici (siero
e, in caso di sintomatologia neurologica, liquor). La scelta e l’interpretazione degli esami, nonché dei campioni
biologici da analizzare, devono tenere conto di vari fattori, tra cui il tempo dall’esordio dei sintomi, che possono
influenzare la sensibilità delle singole metodiche e rendere necessario l’utilizzo complementare di entrambi gli
approcci.
Pertanto, si raccomanda di richiedere contestualmente test molecolari e sierologici nei casi di sospetta
arbovirosi, al fine di garantire una valutazione diagnostica completa e appropriata. Inoltre, in caso di rilevazione
di IgM positive per arbovirus con negatività del test molecolare, si raccomanda di inviare un secondo campione
di siero per la conferma sierologica (evidenza di sieroconversione e test di sieroneutralizzazione).
Nei casi con sindrome neurologica, durante la stagione vettoriale, si raccomanda di includere gli arbovirus nella
diagnosi differenziale, in particolare WNV, USUV e TOSV. In tali casi, è raccomandata la richiesta di
esecuzione contestuale del test molecolare e del test sierologico su campione di liquor.
Si raccomanda inoltre ai Dirigenti dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica di:
• condurre approfondita indagine epidemiologica per i casi sospetti, probabili o confermati di arbovirosi,
al fine di identificare e segnalare tempestivamente eventuali casi autoctoni. Per supportare e
standardizzare le attività di indagine epidemiologica e di contact tracing, si fornirà ad uso interno del
personale dei SISP dei Dipartimenti di Prevenzione, una scheda strutturata per supportare l’indagine
epidemiologica dei casi sospetti probabili e confermati di arbovirosi.
• Qualora acquisisca la segnalazione di caso possibile/probabile/confermato, allertare, se indicato
dall’indagine epidemiologica, attraverso l’Allegato 4 alla presente nota i competenti uffici per la
predisposizione degli interventi di disinfestazione, il cui avvio deve essere implementato entro 24 ore
dalla segnalazione di caso possibile, probabile o confermato ovvero autoctono. In generale, è importante
assicurare un costante e stretto raccordo operativo con il personale dei Comuni, considerato che la
collaborazione strutturata tra i Dipartimenti di Prevenzione e le Amministrazioni comunali rappresenta
un presupposto essenziale e uno snodo strategico per il contrasto alle arbovirosi, sia con riferimento alle
attività di prevenzione sia a quelle di controllo del vettore.

Si raccomanda inoltre a tutti gli operatori sanitari dei Centri Trasfusionali e di Medicina dei Trapianti di
attenersi scrupolosamente ai flussi informativi previsti dal documento tecnico della Regione Lazio Sorveglianza
e Risposta delle arbovirosi (DGR n. 477/2022; in particolare, si ribadisce l’importanza dell’invio dei campioni
di follow‑up al laboratorio di riferimento, al fine di una appropriata classificazione dei casi che rende possibile
l’implementazione tempestiva delle adeguate misure di controllo.
Si ribadisce inoltre che, al fine di ridurre la diffusione delle arbovirosi trasmesse da zanzara Aedes spp
(Chikungunya, Dengue e Zika) è raccomandato l’isolamento domiciliare fiduciario del caso possibile,
probabile o confermato, fino ad esclusione della patologia e, comunque, non oltre il periodo di trasmissibilità
del virus (7 giorni dall’inizio dei sintomi per Chikungunya e dengue, 14 giorni per Zika), nonché l’adozione di
misure protettive nei confronti delle punture di insetto per contribuire, in tal modo, ad interrompere la
trasmissione. Per i casi di infezione da WNV/USUTU non è raccomandato l’isolamento domiciliare.
Si rappresenta inoltre che a partire dall’inizio e per tutta la durata della stagione vettoriale 2026 il SeRESMI in
collaborazione con l’IZSLT si occuperà della produzione e diffusione di un bollettino regionale periodico
integrato umano‑veterinario anche in assenza di casi, quale strumento di informazione, sensibilizzazione e
riferimento ufficiale; tale bollettino sarà consultabile sui siti internet istituzionali (www.inmi.it/seresmi,
www.izslt.it, www.salutelazio.it).
2. Gestione dei casi e assistenza clinica
Nel contesto delle attività di prevenzione, sorveglianza e controllo delle arbovirosi nell’ambito della gestione
dei casi e assistenza clinica, si rappresenta che la gestione dei casi potrà avvenire attraverso l’attivazione dei
percorsi dedicati previsti nell’ambito della Rete Regionale di Malattie Infettive in coerenza con quanto previsto
dalla Determinazione Dirigenziale della Regione Lazio n. G10334 del 6 agosto 2025, recante “Aggiornamento
del Piano della Rete Regionale delle Malattie Infettive (RMI)”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione
Lazio n. 66 del 12 agosto 2025, contattando, se necessario, il medico infettivologo Bed Manager della rete di
Malattie Infettive tramite sistema digitale di teleconsulto ADVICE.
3. Sorveglianza veterinaria ed entomologica
IL ruolo della sorveglianza integrata riveste particolare importanza del contrasto alla diffusione di West Nile
Disease (WND) e Usutu virus. L’obiettivo generale della sorveglianza integrata nei confronti di questi patogeni
è quello di tutelare la salute pubblica e la sanità animale, attraverso l’individuazione precoce della circolazione
sul territorio italiano del virus responsabile di tale malattia (flavivirus), attuando programmi di controllo mirati
agli uccelli, agli equidi e agli insetti.
Il fine è quello di mettere eventualmente in atto tutte le misure disponibili per prevenire la trasmissione e/o
ridurne la diffusione, quali:
• controllo del vettore;
• comunicazione del rischio;
• campagne di comunicazione per l’adozione di misure di protezione individuale e collettiva contro la
puntura di zanzare;
• misure nei confronti delle donazioni di sangue ed emocomponenti, organi e tessuti.
La sorveglianza nei confronti dei virus West Nile e Usutu in ambito veterinario coinvolge sia i vettori che gli
ospiti vertebrati suscettibili all’infezione con modalità differenti. Si raccomandano una piena attuazione della
sorveglianza passiva e una puntuale adozione delle misure di sorveglianza attiva:
a) La sorveglianza passiva è obbligatoria tutto l’anno su tutto il territorio regionale e comprende:
• Sorveglianza dei casi di sintomatologia nervosa negli equidi (solo WNV),
• Sorveglianza su esemplari di uccelli selvatici rinvenuti morti,
La sorveglianza passiva è una componente molto importante del sistema di sorveglianza ed è obbligatoria tutto
l’anno e su tutto il territorio. Tutti gli uccelli selvatici rinvenuti morti devono essere conferiti all’IZSLT per le
analisi virologiche. Un ruolo fondamentale è affidato ai Centri di Recupero Animali Selvatici (CRAS). Come
disposto dal Ministero della Salute con Nota 3363 del 05/02/2025 – DGSAF-MDS-P si raccomanda ai CRAS di
conferire all’IZSLT, per il tramite dei Servizi Veterinari, le carcasse subito dopo il decesso dell’animale o il loro
ritrovamento.

b) La sorveglianza attiva comprende:
• Sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio,
• Sorveglianza entomologica,
• Sorveglianza sierologica mensile su equini sentinella
La sorveglianza attiva viene modulata sulla base della situazione epidemiologica del WNV nei 5 anni precedenti
(informazioni epidemiologiche/ecologiche/ambientali) ed ogni anno il Ministero della Salute (DGSAF)
comunica la classificazione delle aree di rischio per ciascuna regione/territorio. Per il 2026 sono considerate ad
alto rischio le province di Frosinone, Latina, Roma e Viterbo mentre la provincia di Rieti è classificata a
basso rischio.
Il Trigger “One Health” e il Flusso Operativo Regionale: le misure integrate scattano al primo esito positivo
diagnostico (sospetto) rilevato dall’IZSLT (PCR su pool di zanzare/uccelli o ELISA-IgM su equidi). Non viene
attesa la conferma del Centro di Referenza Nazionale (CESME) per l’avvio delle azioni di indagine e
mitigazione del rischio a livello regionale.
Per quanto concerne la sorveglianza entomologica, si rappresenta che la presenza di ceppi di zanzare resistenti
ai principali adulticidi a base di piretroidi è ormai documentata su tutto il territorio nazionale. Un’indagine
preliminare condotta nella provincia di Latina durante l’estate 2025 ha rilevato, nella specie Culex pipiens, una
quota di individui resistenti compresa tra il 30% e il 40%. È previsto un monitoraggio biennale delle resistenze
in questa specie, da effettuarsi mediante analisi molecolari, con il campionamento e l’analisi di 30 esemplari per
ciascuna provincia.
4. Coordinamento e risposta all’emergenza
A seguito del verificarsi di outbreak autoctoni sul territorio regionale, l’Area Promozione della Salute e
Prevenzione, Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria, curerà le attività di coordinamento e risposta
all’emergenza con il supporto del SeRESMI ed IZSLT.
5. Controllo del vettore
Nel contesto delle attività di prevenzione, sorveglianza e controllo delle arbovirosi nell’ambito del controllo del
vettore, ed al fine di standardizzare e rendere maggiormente efficaci le suddette attività, si allega alla presente
nota una Proposta di disciplinare tecnico per l’espletamento di gare d’appalto per il servizio di lotta alla Zanzara
Tigre (Aedes albopictus) e altre zanzare nocive (Allegato 5) e si forniscono indicazioni per la stesura del Piano
Comunale di Gestione delle Zanzare (Allegato 6).
Si raccomanda alle Amministrazioni comunali di procedere alla mappatura dei focolai larvali, anche in
recepimento dell’obiettivo 5 della nota 0001510-28/04/2026-DGEME-MDS-P. Tutti i siti di possibile sviluppo
larvale di Aedes albopictus e Culex pipiens devono essere mappati e le relative posizioni fornite alle ditte
aggiudicatarie dei servizi di disinfestazione. In area pubblica urbana la principale tipologia di focolaio larvale
per Aedes albopictus e Culex pipiens sono i tombini stradali, ma è necessario mappare anche fontane
ornamentali, laghetti, ristagni d’acqua, cimiteri, cantieri, aree dismesse, vivai, orti urbani, depositi di copertoni
usati. In ambiente rurale/naturale la più importante tipologia di focolaio di sviluppo per Culex pipiens sono i
fossati e i canali con acque ferme. Il Comune deve provvedere alla mappatura di canali, fossati stradali, scoline,
specchi d’acqua presenti nel territorio comunale in una fascia di 2 km dal limite più esterno del centro abitato
(incluse frazioni e borgate). Tale mappatura dovrà essere aggiornata regolarmente. I fossati da mappare sono
quelli che, per conformazione, irregolarità nel deflusso delle acque, sviluppo di vegetazione, presenza di fonti di
inquinamento organico (eutrofizzazione), si dimostrano particolarmente favorevoli allo sviluppo delle larve di
Culex pipiens.
Si raccomanda altresì che Comuni e DDPP conducano tramite incaricati indipendenti dalle imprese di
disinfestazione controlli di efficacia sui trattamenti larvicidi effettuati nella tombinatura pubblica. Dal secondo
al ventunesimo giorno post-trattamento, a seconda del prodotto utilizzato, tali incaricati provvederanno a
valutare la presenza di larve in un numero di tombini a campione. La percentuale massima ammessa di tombini
trattati con presenza di larve è del 5%; oltre questa soglia il trattamento sarà dichiarato non efficace e sarà
necessario intraprendere azioni correttive, ivi comprese azioni di rivalsa sulla ditta appaltatrice. In caso di
evidenza di mancata efficacia del trattamento, lo stesso andrà ripetuto il più presto possibile.

6. Formazione e comunicazione
Si ribadisce infine che la formazione e l’aggiornamento continuo degli operatori rappresentano elementi
fondamentali per il contrasto efficace delle arbovirosi, in quanto consentono di rafforzare la capacità di
prevenzione, individuazione precoce e gestione integrata dei casi, sia in ambito clinico sia di sanità pubblica.
In tale ottica, saranno programmati e organizzati diversi eventi formativi, che verranno comunicati nelle
opportune sedi, rivolti e declinati in base alle differenti figure professionali coinvolte secondo l’approccio One
Health, al fine di garantire un aggiornamento costante e coerente con l’evoluzione del quadro epidemiologico.
Le attività formative saranno destinate, tra gli altri, a professionisti dell’area sanitaria, veterinaria, ambientale e
territoriale, con particolare riferimento a MMG, PLS, specialisti ospedalieri, veterinari del SSN/SSR e liberi
professionisti, entomologi.
Obiettivo della formazione sarà promuovere una risposta coordinata e multidisciplinare, rafforzando le
competenze dei diversi attori coinvolti nella prevenzione, sorveglianza e controllo delle arbovirosi sull’intero
territorio regionale.
Nella prevenzione e nel contrasto delle arbovirosi, la comunicazione rivolta alla popolazione riveste un ruolo
strategico. Al fine di supportare e facilitare tali attività, gli organi tecnici competenti si impegnano a fornire
supporto informativo ai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica e al personale dei Comuni, in coerenza con le
evidenze scientifiche disponibili.
Anche nell’ambito della comunicazione si ribadisce ai Dirigenti dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica la
necessità di assicurare una collaborazione costante e strutturata con il personale dei Comuni.
E’ inoltre fondamentale che questi ultimi siano coinvolti nell’ambito delle rispettive competenze, nell’attività di
comunicazione all’intera popolazione, per promuovere l’attuazione di misure preventive nelle aree private.
Si raccomanda inoltre l’utilizzo di canali comunicativi diversificati (quali App IO, siti istituzionali, social media
e stampa), al fine di assicurare un adeguata diffusione dei messaggi alla popolazione declinando e adattando la
forma ai diversi destinatari e contesti territoriali.
7. Monitoraggio
In recepimento della Circolare del Ministero della Salute prot. N. 0001510-28/04/2026-DGEME-MDS-P la
Regione Lazio, in collaborazione con il SeRESMI ed IZSLT, procederà a monitorare le attività condotte dalle
ASL tramite applicazione di strumenti di verifica, quali audit o check-list operative. Le attività di audit possono
riguardare, in particolare, la tempestività e copertura degli interventi, la corretta gestione dei flussi informativi,
nonché il livello di integrazione tra i diversi ambiti della sorveglianza e l’efficacia complessiva delle misure di
controllo dei vettori.
Si raccomanda di dare la massima diffusione alla presente nota.
Per ulteriori approfondimenti sulle arbovirosi è possibile consultare: il sito istituzionale del SERESMI:
https://www.inmi.it/seresmi/, del Ministero della Salute :
https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/homeMalattieInfettive.jsp e dell’Istituto Superiore di Sanità:
https://www.epicentro.iss.it/arbovirosi/dashboard .

1) https://www.ecdc.europa.eu/en/mosquito-borne-diseases
2) De Carli G, Carletti F, Spaziante M et al. Euro Surveill. 2023 Nov;28(44):2300552. doi: 10.2807/1560-
7917.ES.2023.28.44.2300552. PMID: 37917030; PMCID: PMC10623645.
3) Mussetto I, Bongiovanni A, Colavita F et al. Euro Surveill. 2025 Sep;30(35):2500634. doi:
10.2807/1560-7917.ES.2025.30.35.2500634. PMID: 40910225; PMCID: PMC12413602.
Lista allegati
allegato-5_allerta-disinfestazione-per-caso-di-arbovirosi

allegato_1-0001510-28042026-dgeme-mds-p

allegato_2-scheda_sorveglianza_arbovirosi

allegato_3-schedasorveglianza_wnv_usuv

allegato_4-istruzioni-invio-campioni-arbovirus-e-all-a2-lab_rev-2026

allegato_7-indicazioni_piano_comunale_gestione_zanzare

allegato-6-disciplinare_capitolato_2026 r_lazio-ac8a585-registro-ufficialeu-0488483-11-05-2026