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	<title>Sindacato Medici Italiani &#187; ucp</title>
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		<title>Parte la vertenza legale per il riconoscimento economico per i medici del Lazio che hanno costituito l’Unità di Cure Primarie con sede unica e di riferimento</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 14:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1 redazione1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Parte la vertenza legale per il riconoscimento economico per i medici del Lazio che hanno costituito l’Unità di Cure Primarie con sede unica e di riferimento. Offriamo assistenza a tutti i medici di medicina generale della regione!” Roma, 6 mar.&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.smi-lazio.org/?p=7359">Continua &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><h2><a href="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2024/01/social-lazio.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-7239" alt="social-lazio" src="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2024/01/social-lazio-300x225.png" width="300" height="225" /></a></h2>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>“Parte la vertenza legale per il riconoscimento economico per i medici del Lazio che hanno costituito l’Unità di Cure Primarie con sede unica e di riferimento. Offriamo assistenza a tutti i medici di medicina generale della regione!”</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Roma, 6 mar. – “Nonostante l’Accordo Regionale del 22 dicembre 2017 della Regione Lazio abbia riconosciuto la necessità di equiparare le posizioni dei medici che hanno costituito Unità di Cure Primarie (UCP) con sede unica e di riferimento, parificando l’importo degli emolumenti a prescindere dalla forma organizzativa adottata, ancora a tutt’oggi i medici di medicina generale della nostra regione non si vedono riconosciuto un loro diritto economico” così una nota dello SMI Lazio che annuncia l’apertura di una vertenza legale a difesa dei diritti di tutti i medici di medicina generale del Lazio.</span><br />
<span style="color: #000000;">“La Regione Lazio, adduce che l’attuazione di un diritto già previsto in un accordo tra le parti possa essere attuato solo dopo un nuovo regolamento delle UCP, ad oggi non ancora adottato”.</span><br />
<span style="color: #000000;">“Questa impasse causa un grave danno ai medici di famiglia, già oberati dai costi di gestione dei loro studi, con compensi sotto la media di quelli percepiti dai colleghi europei e che non riescono a coprire l’inflazione. Vogliamo rammentare che l’accordo regionale del 22 dicembre 2017 prevedeva che la Regione, entro sei mesi dalla sua sottoscrizione, doveva provvedere ad una ricognizione delle trasformazioni della forma associativa dei medici da UCPS in UCP. Sulla base di tale ricognizione e dei costi aggiuntivi sostenuti dai medici di medicina generale le parti dovevano concordare le modalità per l’adeguamento della relativa indennità di UCP”.</span><br />
<span style="color: #000000;">“Sono passati molti anni e non possiamo più attendere per vedere attuato un nostro sacrosanto diritto. Per queste ragioni il Sindacato dei Medici Italiani mette a disposizione dei medici interessati, l’assistenza legale per ottenere il riconoscimento economico previsto dall’ accordo regionale del 2017. Per tutti quei medici che intendono aderire all’iniziativa giudiziaria, si potrà fare una specifica richiesta al seguente indirizzo mail: consulenzalegale@sindacatomedicitaliani.it entro il 3 aprile 2024. Almeno un centinaio di colleghi nel Lazio, grazie al patrocinio dello SMI, hanno ottenuto il riconoscimento del diritto alla indennità UCP”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Cliccando <a href="http://www.sindacatomedicitaliani.it/webdocs/moduloadesione_smilazio.docx"><span style="color: #000000;">QUI</span></a>, si scarica il modulo per la richiesta di adesione all’iniziativa giudiziaria.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
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		<title>Pubblicazione zone carenti ruolo unico AP a ciclo di scelta: riunione regionale del 19 giugno</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 14:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1 redazione1</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2023/06/SMILazio_logobase1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7051" alt="smilazio_logobase" src="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2023/06/SMILazio_logobase1-300x205.jpg" width="300" height="205" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A seguito della nota di SMI Lazio prot. 25/2003 del 7 giugno, che segnalava le criticità emergenti dalla imminente pubblicazione delle zone carenti da parte della Regione Lazio, zone calcolate non solo sulla carenza al 31.12.2022, come da ACN, ma alle quali sono state aggiunte anche le “carenze future”, cioè quelle previste al 31 dicembre 2023, è stata accolta la nostra richiesta di incontro urgente sul tema.<br />
L’incontro si è svolto oggi 19 giugno, presenti Cristina Patrizi e Claudia Felici per SMI, Gianni Cirilli e Alberto Chiriatti per Fimmg e Giuseppe Lanna per Snami.<br />
La nostra richiesta era indirizzata a trovare un tempestivo accordo incentivante finalizzato a favorire la completa copertura dell’assistenza territoriale nella nostra Regione, in particolare nell’ambito di Roma Capitale, evitando inutili “sovraffollamenti” degli studi di medicina generale nelle aree centrali ed il permanere di ampie zone periferiche e socialmente critiche e disagiate, invece prive di copertura medica. Abbiamo chiesto ed ottenuto, come SMI, di individuare una più efficace modalità di determinazione degli ambiti carenti, nel rispetto delle norme previste dall’ACN, geolocalizzando le aree di effettiva carenza tramite una ricognizione puntuale da parte dei Distretti ASL che tenga conto dei medici che presentano ancora capienza di iscritti. Ciò al fine di evitare inutili sovraffollamenti di studi medici in zone centrali e favorire una corretta crescita professionale dei nuovi medici convenzionati.<br />
La posizione dello SMI, favorevolmente accolta dalla Regione, ha trovato resistenza da parte delle altre sigle sindacali, per le quali è emersa come prioritaria la pubblicazione immediata delle zone carenti, per evitare un eccessivo allungamento dei tempi tra pubblicazione ed effettiva assegnazione e accettazione degli incarichi.<br />
Abbiamo però ottenuto l’immediato avvio della ricognizione e geolocalizzazione degli ambiti critici da parte delle ASL, al fine di orientare, sin da ora, l’apertura degli studi nelle aree di effettivo bisogno. Tale ricognizione con la relativa trasmissione del numero medio di assistiti in carico ai MMG e l’effettiva attribuzione degli incarichi, saranno oggetto di monitoraggio trimestrale da parte della Regione e delle OOSS, al fine di individuare specifiche modalità di valorizzazione ed incentivazione, già da SMI proposte, per le zone più critiche e/o disagiate.<br />
Dovrà inoltre essere chiaramente esplicitato, da parte della Regione, che l’attuale computo comprende anche le zone carenti che si formeranno al 31 dicembre prossimo, che solo per la città di Roma è stato stimato in 100 unità ( 32 carenze sono infatti risultate dal calcolo della popolazione residente al 31.12.2022 superiore ai 14 anni, detratta la popolazione in carico ai MMG, mentre dai dati forniti risultano 79 i MMG che compiranno 70 anni entro il 31.12.2023, per un totale quindi , di 132 carenze su Roma) Infine, e ancora più importante, abbiamo ottenuto l’assicurazione della immediata convocazione del Comitato Regionale che dovrà affrontare tutte le problematiche ancora sul tappeto e che aspettano di essere risolte dal 2019 (adeguamento UCP, computo del fondo regionale Medicina Generale e quote di ponderazione, essenziale per gli adeguamenti richiesti dal nuovo ACN, indennità collaboratore di studio e tutte le questioni irrisolte dal 2020-2021 quali la indennità DGR 852 e tutti i pagamenti vaccinali ancora difformi ed irregolari)<br />
Sollecitato altresì un confronto sulla prossima campagna vaccinale antinfluenzale e sul programma per le ondate di calore.</p>
<p><strong>La Segreteria Regionale SMI Lazio</strong></p>
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