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	<title>Sindacato Medici Italiani &#187; commissionedinchiesta</title>
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		<title>Obbligo per i medici di certificare gli infortuni sul lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 13:59:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Obbligo per i medici di certificare gli infortuni sul lavoro: Incontro con Patrizio Rossi, Sovrintendente Sanitario Nazionale INAIL e il Sindacato Medici Italiani per chiedere la semplificazione! Dichiarazione di Pina Onotri Segretario Generale SMI e Cristina Patrizi Segretario Regionale SMI Lazio Roma,18&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.smi-lazio.org/?p=7426">Continua &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><h6><a href="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2023/12/smiconfsalLOGO.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-7217" alt="smiconfsallogo" src="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2023/12/smiconfsalLOGO-300x130.png" width="300" height="130" /></a></h6>
<h6><span style="color: #000000;">Obbligo per i medici di certificare gli infortuni sul lavoro: Incontro con Patrizio Rossi, Sovrintendente Sanitario Nazionale INAIL </span><span style="color: #000000;">e il Sindacato Medici Italiani per chiedere la semplificazione!</span></h6>
<h6><span style="color: #000000;">Dichiarazione di Pina Onotri Segretario Generale SMI </span><span style="color: #000000;">e Cristina Patrizi Segretario Regionale SMI Lazio</span></h6>
<p>Roma,18 apr.- “Abbiamo incontrato Patrizio Rossi, Sovrintendente Sanitario Nazionale INAIL, in merito all’obbligo per i medici di certificare gli infortuni sul lavoro così come previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) 2019-2021 di medicina generale, recentemente firmato. Abbiamo chiesto l’avvio di procedure semplificate ed in cooperazione applicativa” così Pina Onotri, Segretario Generale SMI e Cristina Patrizi, Segretario Regionale SMI Lazio, danno notizia dell’incontro. “Nello specifico riteniamo che sia utile emettere solo il certificato che documenta l’inizio dell’infortunio, ritendo pertanto non necessario né appropriato il rilascio di altre certificazioni successive che indicano la continuazione della condizione di infortunio o quella della guarigione dall’infortunio medesimo. A questo scopo auspichiamo che venga predisposta una piattaforma digitale per i medici di medicina generale per semplificare tali procedure”. “Abbiamo posto all’attenzione della discussione, anche, la necessità che si avvii un percorso per il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro per i medici di famiglia, ai quali, tutt’oggi, non viene purtroppo riconosciuto. Sosteniamo da tempo, ormai, la necessità stringente che l’infortunio sul lavoro debba essere ampliato ai medici di medicina generale. Abbiamo avviato, in questo senso, una proficua riflessione  sulla possibilità di giungere a una norma per i medici di medicina generale affinché sia previsto un affiancamento alle tutele assicurative ora contrattualmente previste, anche con la tutela INIAL “ aggiungono Onotri e Patrizi.<br />
“I medici sono le figure cardine del Servizio Sanitario Nazionale; garantire diritti e tutele già previsti anche per le altre categorie di lavoratori può rappresentare un efficace rimedio alla crisi della categoria medica” concludono Onotri e Patrizi.</p>
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		<title>Da SMI Nazionale: commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione del Covid</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2023 14:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1 redazione1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione del Covid: “I familiari dei quattrocento medici deceduti sul campo per la pandemia meritano risposte!” Dichiarazione di Pina Onotri, Segretario Generale Sindacato Medici Italiani (SMI) Roma, 23 mag.- “Oggi a Montecitorio si avvia il&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.smi-lazio.org/?p=7025">Continua &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><div>
<div>
<h2><strong>Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione del Covid:<br />
“I familiari dei quattrocento medici deceduti sul campo per la pandemia meritano risposte!”</strong></h2>
<h2><strong>Dichiarazione di Pina Onotri, Segretario Generale Sindacato Medici Italiani (SMI)</strong></h2>
</div>
</div>
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<div>
<div>
<p>Roma, 23 mag.- “Oggi a Montecitorio si avvia il percorso finale per l’istituzione della Commissione parlamentare d’ inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria durante la pandemia; vorremmo avere risposte certe sulle responsabilità che hanno determinato il decesso di circa 400 medici per Covid durante l’esercizio delle loro funzioni. Metà delle morti sono state sul territorio, dove i medici di medicina generale senza dispositivi di protezione ed in assenza di linee guida sono stati lasciati da soli, con grandi difficoltà, a gestire una situazione ingestibile”, così Pina Onotri Segretario Generale dello SMI.<br />
“È giusto che si valuti l’efficacia e i risultati delle misure adottate dal Governo di allora nel contrasto al virus, ma questa indagine deve tenere conto anche delle misure adottate da tutti i soggetti istituzionali che erano tenuti alla prevenzione sanitaria. Voler indagare sulle cause di quanto avvenuto senza consentire che l’analisi tenga conto di tutti gli elementi, costituisce una forte limitazione. Poche risorse umane e organizzative, in particolare nei settori delle cure primarie e dei servizi di prevenzione, e peraltro mai preparare ad affrontare una emergenza sanitaria, un sistema regionalizzato della sanità che non ha contribuito, a sua volta, nell’organizzazione coordinata della risposta alla pandemia, ma anzi l’ha peggiorata: sono questi gli elementi di cui tener conto”.<br />
“Abbiamo detto, e lo ribadiamo, che durante la pandemia alcune Regioni erano arrivate totalmente impreparate all’arrivo del virus a partire, per esempio, dalla Lombardia dove più evidentemente si è assistito ad una riduzione della presenza dei medici sia in ospedale che sul territorio, con il conseguente sovraccarico di lavoro per quelli ancora in servizio”.<br />
“Alla Commissione parlamentare d’inchiesta, per questo, chiediamo un‘indagine approfondita sia sul ruolo e sulle misure adottate degli organi del Governo di allora, sia su come siano state messe in campo le scelte delle Regioni, che svolgono un ruolo essenziale in materia di sanità, e nella tutela del personale medico e sanitario”.<br />
“La vicenda drammatica della pandemia avrebbe dovuto insegnare a tutti, partiti in primis, quanto sia urgente individuare gli strumenti per potenziare il sistema sanitario nazionale a fronte di nuove sfide del futuro, a partire da nuovi finanziamenti che, al momento, sono al palo. Aspettiamo dalla Commissione d’indagine parlamentare parole chiare su cosa non abbia funzionato in sanità nell’era della pandemia e su come bisognerà invertire la rotta per dare un futuro alle professioni mediche e al Servizio Sanitario Nazionale a partire dal ripensamento del disegno di legge sull’autonomia differenziata. “Nel post pandemia ci aspettiamo una riforma che tiri fuori dalla Costituzione il pareggio di bilancio che comprime diritti incomprimibili dell’individuo (salute, istruzione e lavoro) e ridisegni il Titolo V, portando maggiore centralità allo Stato in materia di sanità, perché ci stiamo avviando alla dissoluzione del SSN”.</p>
</div>
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		<title>Cristina Patrizi, Segretaria Regionale SMI Lazio: basta denigrare medici di famiglia!</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 09:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione1 redazione1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Video denigratorio contro i medici: “Basta con questi atti violenti e denigratori contro i medici di famiglia!” Dichiarazione di Cristina Patrizi, Segretaria Regionale Lazio Sindacato Medici Italiani (SMI) SMI LAZIO Roma, 28 apr. “Mentre donne medico e medici, operatori&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.smi-lazio.org/?p=6973">Continua &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><div dir="auto"> <a href="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2023/04/patrizi1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6978" alt="patrizi" src="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2023/04/patrizi1-300x185.jpg" width="300" height="185" /></a></div>
<div dir="auto"></div>
<h2 dir="auto"><strong>Video denigratorio contro i medici: “Basta con questi atti violenti e denigratori contro i medici di famiglia!” Dichiarazione di Cristina Patrizi, Segretaria Regionale Lazio Sindacato Medici Italiani (SMI) <a tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/SMI-LAZIO-205987854942/?__cft__[0]=AZU9aPSCgkeAAY99hLsPLXU-cp0hV6wAiYNUND_9-KVwVGA11DlYYcY6ih7T7PNv_cnKNB8YUbkgEtCw_arExXZulo3Or_A6RM1vDAVq_l8ml--HCGMwwrw8X-KjPbaxmyM&amp;__tn__=kK-R">SMI LAZIO</a></strong></h2>
<div dir="auto">Roma, 28 apr. “Mentre donne medico e medici, operatori sanitari vengono brutalmente assassinati in servizio, come l’ultimo drammatico caso della psichiatra uccisa a Pisa dimostra, si assiste, quotidianamente, anche, ad inaudite aggressioni verbali, che minano dal profondo la professione medica. Un autista soccorritore, ha postato un proprio video su TikTok offendendo con frasi denigratorie e violente tutta la categoria dei medici di famiglia” così così Cristina Patrizi, Segretaria Regionale Lazio dello SMI.<br />
“Non assisteremo più inermi a volgari attacchi alla nostra professione. Per questo abbiamo incaricato il nostro ufficio legale per verificare gli estremi di un’azione legale affinché queste denigrazioni cessino una volta e per tutte”.<br />
“Per queste ragioni promuoveremo uno sportello legale per tutti i medici, finalizzato alla tutela della onorabilità e della dignità professionale di tutti i colleghi nell’esercizio della propria professione, per difendere chi subisca offese, minacce verbali attraverso qualsiasi mezzo, con telefono, mail, wps e tramite social. La violenza verso medici e gli operatori sanitari ha proprio come matrice la denigrazione e le accuse infondate verso chi, invece, consente al nostro paese di avere la migliore sanità del mondo, in termini di esiti di salute”.<br />
“Chiederemo, a partire del caso dell’autista soccorritore, che venga risarcito il danno materiale e morale di tali comportamenti, instituendo un fondo a tutela dei medici (convenzionati, specialisti o dirigenti) che si troveranno in tali condizioni. Vogliamo passare dalle parole ai fatti. Non tollereremo più questo clima di violenza e intimidazione verso i medici da parte di chicchessia” conclude.</div>
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		<title>ASSIMEFAC &#8211; No all’emendamento della Conferenza delle Regioni per i medici al DL 34/2023</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Apr 2023 09:57:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[No all’emendamento della Conferenza delle Regioni per i medici al DL 34/2023 Dichiarazione di Leonida Iannantuoni, Presidente ASSIMEFAC e Giovanni Battista D’Errico, Presidente CTS ASSIMEFAC Roma, 27 apr. – “In riferimento alla proposta, avanzata dalla Conferenza delle Regioni, di emendamento al&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.smi-lazio.org/?p=6967">Continua &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><h6><a href="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2023/04/assimefac.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-6968" alt="assimefac" src="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2023/04/assimefac-300x120.png" width="300" height="120" /></a></h6>
<h6><strong>No all’emendamento della Conferenza delle Regioni per i medici al DL 34/2023<br />
</strong><strong>Dichiarazione di Leonida Iannantuoni, Presidente ASSIMEFAC e </strong><strong>Giovanni Battista D’Errico, Presidente CTS ASSIMEFAC</strong></h6>
<p>Roma, 27 apr. – “In riferimento alla proposta, avanzata dalla Conferenza delle Regioni, di emendamento al DL 34/2023 contenuta al punto 19 – nuovo articolo 16 bis – che stabilisce fino al 31/12/2026 la possibilità che i medici in possesso del diploma di medico chirurgo specialista, che hanno prestato servizio nel SSN per almeno tre anni, possono esercitare la professione di medico di medicina generale, previo svolgimento di un corso teorico/pratico di 3 mesi da tenersi con il supporto di un medico di medicina generale con funzioni di tutor, esprimiamo tutta la nostra contrarietà “ così Leonida Iannantuoni, Presidente ASSIMEFAC (Associazione Società Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di Famiglia e Comunità)  e Giovanni Battista D’Errico Presidente CTS ASSIMEFAC.<br />
“Gli eventuali incarichi conferiti con questo emendamento, essendo a scadenza, non potranno che interessare colleghi al termine della propria carriera professionale e, quindi, relativamente avanti negli anni. Ci si domanda, pertanto, di quale entusiasmo e di quale voglia di investire in termine di risorse professionali e, diciamolo, economiche in una branca della medicina tra le più complesse, tali colleghi potranno, giustamente, essere dotati”.<br />
“Il medico specialista di branca, per quanto sicuramente qualificato nella propria disciplina di competenza, per abitus mentale e formativo, non è preparato ad una visione di insieme della “persona malata” trovandosi così nella necessità di richiedere consulenze, visite specialistiche a carico del SSN, per quasi tutto che esula dalle proprie consolidate conoscenze con conseguente impatto negativo, tanto per le casse pubbliche che per le liste di attesa”.<br />
“La formazione di un medico, stante le complessità raggiunte dalla medicina, richiede un periodo formativo specifico, per qualunque settore ove il professionista reputi di esercitare, ben superiore a i tre mesi, indipendentemente dal bagaglio culturale e professionale già acquisito.<br />
Auspichiamo, in conclusione, che tale emendamento non venga accolto e ne valutiamo, in caso di approvazione, estremamente perniciose le conseguenze”.</p>
<p><em><strong>Ufficio Stampa</strong></em></p>
<p><a href="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2023/03/SIndacato_Medici_Italiani.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-6915" alt="sindacato_medici_italiani" src="http://www.smi-lazio.org/wp-content/uploads/2023/03/SIndacato_Medici_Italiani-300x155.png" width="300" height="155" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Da SMI Nazionale: intervento del Segretario Pina Onotri</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 09:16:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Camera &#8211; Commissione d’inchiesta Covid: “Ben venga la commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia, un’occasione affinché venga riconosciuto l’infortunio sul lavoro per medici convenzionati con il SSN” Dichiarazione di Pina Onotri, Segretario Generale Sindacato Medici Italiani (SMI) Roma, 2 mar&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.smi-lazio.org/?p=6882">Continua &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><h2 align="center">Camera &#8211; Commissione d’inchiesta Covid: “Ben venga la commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia, un’occasione affinché venga riconosciuto l’infortunio sul lavoro per medici convenzionati con il SSN”</h2>
<h2 align="center">Dichiarazione di Pina Onotri, Segretario Generale Sindacato Medici Italiani (SMI)</h2>
<p>Roma, 2 mar – “L’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell&#8217;emergenza epidemiologica da COVID-19, in discussione presso la Commissione Affari Sociali della C Deputati, deve servire a far luce su quello che non ha funzionato nella gestione della pandemia, sul perché in Italia non c’era un piano pandemico aggiornato e se questo è stato diretta conseguenza della morte di centinaia di medici tra cui medici di medicina generale, (medici di famiglia, guardie mediche, medici del 118) che rappresentano più della metà dei medici deceduti” così Pina Onotri, Segretario Generale Sindacato Medici Italiani.</p>
<p>“Lo stato di emergenza nel nostro paese fu dichiarato a seguito delle raccomandazioni alla comunità internazionale da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità circa la necessità di applicare misure adeguate, soprattutto in riferimento alla necessità di realizzare una compiuta azione di previsione e prevenzione e di assumere  iniziative di carattere straordinario ed urgente, per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività presente sul territorio nazionale a seguito della diffusione della pandemia da Covid 19. Nonostante questo i medici per molti mesi hanno lavorato senza dispositivi di protezione personale negli studi e negli ospedali. Soprattutto questa condizione è valsa per i medici di medicina generale perché convenzionati e ritenuti estranei rispetto al corpo sanitario operante nel Servizio Pubblico e come tale lasciati ad organizzarsi da soli”.<br />
“Auspichiamo che il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell&#8217;emergenza epidemiologica da COVID-19 non si risolva in una caccia alle streghe ma metta in luce le falle del sistema organizzativo affinché non succeda mai più quello che si è verificato e allo stesso tempo delinei le premesse affinché si avvii un percorso legislativo per il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro, da parte dell’INAIL, per i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, alla luce della tragica esperienza della pandemia”.</p>
</div>]]></content:encoded>
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